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PALAZZO ANGELELLI A BOLOGNA

Palazzo Angelelli è una residenza nobiliare riedificata tra il XVII e il XVIII secolo; se ne sente parlare per la prima volta in un documento del 1518, mediante il quale i fratelli Malvezzi assegnano al proprio cognato Giulio di Lucio Riario, come dote della sorella Ginevra, alcune case con orto, poste sotto la parrocchia di S.M. del Torleone, in confine con gli Angelelli, famiglia che poco dopo rilevò gli stabili.

A loro volta, gli Angelelli vendettero il palazzo ai fratelli Vecchi nel 1635; ma quindici anni dopo la proprietà cambiò nuovamente, a favore dei Casarenghi. Fu questa famiglia a ristrutturare gli stabili trasformandoli in un unico palazzo, e a realizzare un bel giardino divenuto poi noto come "Cedrara dei Casarenghi".

L’edificio è situato in pieno centro storico, al civico 53 di una delle vie più pregiate della città, Strada Maggiore, il cui tracciato ricalca e prolunga verso est il decumano maggiore del primitivo impianto romano, poi edificato nel Medioevo con palazzi nobiliari, giardini, chiese ed edifici pubblici; la via si estende dalla porta omonima, per confluire nella nota piazza di Porta Ravegnana. Il palazzo si compone di un piano interrato, uno terreno e quattro superiori, uno dei quali ammezzato. Il portico sulla Strada Maggiore è costituito da cinque arcate a tutto sesto, che scandiscono altrettante volte a crociera, e la facciata è caratterizzata da tre file di finestre, la prima delle quali denota il piano nobile.

Gli spazi interni sono caratterizzati da pregevoli ornamenti architettonici, nonché da busti e decorazioni di pregevole fattura. Al piano terreno le stanze presentano decorazioni risalenti alla metà del secolo XIX, con motivi floreali, arabescati e geometrici; al primo piano, quello nobile, le volte sono caratterizzate da finti lacunari, motivi floreali a tempera – per quanto riguarda quella della galleria – e da paesaggi su fondo rosso o monocromi fu fondo azzurro intenso, ascrivibili a pittori ottocenteschi, come Rodolfo Fantuzzi e Giacomo Savini, molto richiesti a Bologna per affrescare edifici pubblici.

L’immobile è dotato di un ampio giardino interno, collegato alla Strada Maggiore mediante una loggia passante, e su di esso si eleva un edificio di tre piani anch’esso ad uso ufficio; svettano inoltre alcuni alberi d’alto fusto, tra cui cedri del Libano di straordinaria bellezza.

prospetto su Strada Maggiore e prospetto su cortile interno e sezione trasversale
ingresso su Strada Maggiore l'atrio
particolare con busto
particolare dei soffitti decorati

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