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VIA CARLO FEA

QUARTIERE NOMENTANO

La via Nomentana non può essere annoverata tra le vie consolari più prestigiose; tuttavia, vanta una storia di densa di eventi – ultimo dei quali la presa di Porta Pia – e una lunga serie di testimonianze del passato, dal più antico, come sepolcreti, mausolei, catacombe, torrioni, al più recente, con le grandi e sfarzose ville patrizie del XVIII secolo.

Originariamente denominata via Ficulense – perché portava a una misteriosa località detta Ficulea – assunse poi il nome attuale in riferimento a Nomentum, ovvero Mentana; in alternativa, tuttavia, nei tempi antichi veniva chiamata anche "Via de Domina", in onore della figlia dell’imperatore Costantino il Grande, la quale vi fece costruire il suo mausoleo, detto di S. Costanza, contiguo alla basilica di S. Agnese. Si tratta di due delle testimonianze più celebri dell’arte paleocristiana, che rendono la zona motivo di interesse turistico, pur se situata ben al di fuori dei poli monumentali di maggior attrazione.

Via Carlo Fea si trova quasi di fronte ai due monumenti, ma dall’altra parte della Nomentana, in una zona abitativa di pregio. La via ove è ubicata la proprietà dell’Ente delimita a nord-est villa Mirafiori, o Villa Maria Luisa, un tempo residenza della sposa morganatica di re Vittorio Emanuele II e, attualmente, sede della Facoltà di Filosofia dell’Università degli Studi di Roma.

All’inizio del secolo le caratteristiche elitarie della zona si persero con l’esigenza di edificare le zone extramurarie, e ciò che sarebbe divenuto il quartiere Nomentano assunse un aspetto più conforme a una zona abitativa per la piccola borghesia in espansione. Permasero tuttavia ampie testimonianze delle preesistenze militari, come forti e batterie, che avevano proliferato intorno a Roma prima delle grandi espansioni extramurarie.


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