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Il teatro, detto Berga, diede
il nome a una delle contrade in cui venne divisa la città dalle autorità del Comune,
quando un piano regolatore venne istituito per ovviare al disordine edilizio che aveva
caratterizzato nelle varie epoche gli insediamenti a ridosso della via Postumia,
arteria romana tra le più importante.
Il teatro era appartenuto, allalba del nuovo
millennio, al vescovo della città, e dal 1200 venne adibito a carcere; qualunque cosa ci
fosse stata costruita sopra nei due secoli successivi, Francesco Gualdo lacquistò
nel 1499, avviando una ristrutturazione che terminò nel 1502; un atto dell8 ottobre
di quellanno, infatti, attesta come tali Giacomo e Giovanni da Porlezza avessero
costruito per Francesco Gualdo "unam fabricam", ma che la questione era stata
portata davanti a un giudice. Lo stabile esistente fu affiancato da un altro nel 1537, ma
laspetto attuale fu assunto dallimmobile solo nellXIX secolo, quando il
proprietario Riccardo Gualdo progettò e realizzò, nel 1873, un intervento volto a
rendere totalmente simmetrici i due corpi di fabbrica, demolendo lintero prospetto
di destra delledificio. Allinterno comunque permangono ampie tracce del
passato più antico.
Lo stabile si compone quindi di due corpi affiancati, di cui
la Cassa ha acquistato quello nord. Tale fabbricato consta di un piano scantinato con
soffitto voltato in laterizio, un piano terra e un androne con travature in vista, un
primo ammezzato, un primo piano nobile (con soffitti con decorazioni e cassettoni, e sul
cui esterno si stagliano una loggia con balaustra in pietra traforata, unedicola
commemorativa, festoni guerreschi e un gruppo scultoreo), un secondo ammezzato, un secondo
e un terzo piano, oltre a una corte interna, dove spicca il pregevole edificio delle
rimesse, attribuito a Giulio Romano. Le facciate sono caratterizzate da un bugnato del
tutto particolare con le punte incassate, che rende ancor più rilevante il valore
architettonico dellimmobile.
Nella prima metà degli anni 90 ledificio è
stato oggetto di un accuratissimo restauro, condotto con grande attenzione filologica, che
ha permesso il recupero di alcuni degli spazi e degli elementi originari; tra
laltro, si è provveduto al ripristino della scala cinquecentesca in luogo di quella
ottocentesca.
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