NORMATIVA

(art. 8 del Regolamento per le Prestazioni Previdenziali)

 

La pensione di vecchiaia con calcolo contributivo è un istituto residuale cui si può far ricorso qualora, maturata l’età pensionabile, non sia stata raggiunta la necessaria anzianità contributiva, fermo restando almeno 5 anni di iscrizione e contribuzione.

L’istituto deriva dal fatto che, a norma dell'art. 4 del Regolamento Generale, i contributi versati alla Cassa non sono restituibili agli iscritti ed ai loro aventi causa, ad eccezione di quelli relativi ad anni non riconosciuti validi ai fini del pensionamento per mancanza del requisito della continuità dell'esercizio professionale (art. 22 della legge n. 576/80).

La norma regolamentare ha sostituito l'istituto del rimborso dei contributi, di cui all'art. 21 della legge n. 576/80, con la pensione contributiva a condizione che l'iscritto non si sia avvalso degli istituti della ricongiunzione o della totalizzazione presso altri enti previdenziali e non intenda proseguire nei versamenti alla Cassa al fine di conseguire il diritto alla pensione di vecchiaia, calcolata con il sistema retributivo ordinario.

La pensione di vecchiaia contributiva, calcolata con il sistema contributivo, è reversibile alle stesse condizioni previste dal regime ordinario e con la medesima decorrenza (1° giorno del mese successivo al decesso dell'iscritto - art. 7 della legge n. 576/80, come modificato dall'art. 3 della legge n. 141/1992).


È in ogni caso escluso il diritto all'integrazione al trattamento minimo, di cui all’art. 5 del Regolamento per le Prestazioni Previdenziali, anche in caso di reversibilità.