NORMATIVA

(art. 2 del Regolamento per le Prestazioni Previdenziali)

 

La riforma del sistema previdenziale forense ha previsto un graduale aumento dei requisiti minimi di età e di contribuzione per fruire del trattamento di pensione di vecchiaia, fino ad arrivare ad una situazione di regime, a partire dal 2021 dove sarà necessario il concorso dei due requisiti: 70 anni di età e 35 anni di anzianità contributiva. 

Tuttavia, è ammessa la possibilità di anticipare il pensionamento al raggiungimento di una età compresa tra il 65° ed il 70°, previa applicazione di un coefficiente di riduzione dell'importo di pensione pari allo 0,41% per ogni mese di anticipo rispetto all'età anagrafica prevista, fermo restando la maturazione del requisito minimo di anzianità contributiva prevista, in via ordinaria, dallo scaglione di pensionamento. 

Il pensionamento anticipato, in presenza di 40 anni di effettiva iscrizione e contribuzione alla Cassa e comunque non prima del 65° anno di età, non comporta alcuna riduzione dell'importo della pensione.

 

A seguito della Riforma della Previdenza Forense, per le pensioni di vecchiaia, con decorrenza 1/02/2010 e successiva, non è più prevista la automatica corresponsione di una pensione minima.

Tale istituto è stato sostituito da un meccanismo di integrazione al trattamento minimo, introdotto dall'art. 5 del Regolamento per le Prestazioni Previdenziali e applicabile a condizione che i redditi complessivi dell'iscritto e del coniuge (non legalmente ed effettivamente separato) non siano superiori al triplo della pensione minima dell'anno di maturazione del diritto.