Istanza modificabile con atto introduttivo

Istanza modificabile con atto introduttivo questioni processuali e mutati o libelli: deve considerarsi valida la modifica della domanda proposta nell'atto introduttivo, prima dell'inizio della trattazione della causa, dal momento che non trattasi di domanda «nuova». Lo hanno chiarito i giudici della III sezione civile della Cassazione nell'ordinanza n. 4322/2019, intervenendo sul ricorso (ex) Provincia/ Comune per l'utilizzo da parte di quest'ultimo di un immobile adibito a edificio scolastico: in sede di censura la Provincia lamentava il fatto che l'ente comunale aveva utilizzato l'edificio senza corrisponderle i canoni di locazione, con ciò determinando un diritto di credito a suo vantaggio. In particolare, a fronte dell'eccezione di nullità esperita dal convenuto, l'attrice chiedeva in via alternativa la corresponsione di tali canoni in termini di indennità di occupazione sine titulo. Il collegio giudicante ha ritenuto di accogliere i primi due motivi di censura e ritenere assorbiti gli altri, rimettendo la decisione, anche per le spese di giudizio, ad altra corte d'appello in diversa composizione, sulla scorta della decisione delle Sezioni unite del 2005 (la n. 12310 del 15 giugno), a seguito della quale si è verificato «resettaggio delle «pre-cognizioni in materia, onde sgomberare il campo di analisi da preconcetti e suggestioni linguistiche prima ancora che giuridiche, soprattutto con riguardo ad espressioni sfuggenti e abusate che hanno finito per divenire dei "mantra" ripetuti all'infinito senza una preventiva ricognizione e condivisione di significato». La giurisprudenza, infatti, era solita ammettere le modificazioni della domanda introduttiva che non fossero incidenti né sulla causa petendi né sul petitum ed a giudicare, viceversa, inammissibili quelle modificazioni che potessero dar luogo a una pretesa obiettivamente diversa rispetto a quella originaria. Il nuovo arresto giurisprudenziale ha invece fatto sì che devono ritenersi non ammesse solo le domande che si aggiungono a quella introduttiva e che «sono "altro"» rispetto ad essa; ex adverso sono ammesse quelle domande c.d. «modificate» perché «non possono essere considerate "nuove" nel senso di "ulteriori" o "aggiuntive"».da Italia Oggi Sette Affari Legali dl 25/02/2019)