Appuntamento con le altre prestazioni previdenziali… la pensione di reversibilità

3/2018 SETTEMBRE - DICEMBRE

 di Paola Ilarioni

Abbiamo affrontato la volta scorsa (cfr. “La previdenza Forense” n. 2/2018) l’argomento pensione, con riferimento alle pensioni di vecchiaia e di anzianità. Ci ritroviamo oggi a trattare delle prestazioni che sono riconosciute agli “aventi diritto” nel caso di morte di un avvocato pensionato.

Parliamo, quindi, della pensione di reversibilità, disciplinata dall’art. 12 del Regolamento delle prestazioni previdenziali, che spetta ai superstiti del professionista già titolare di un trattamento pensionistico:

di vecchiaia;

di anzianità;

di invalidità;

di inabilità.

(…….a chi spetta?)

Tale diritto alla pensione è un “diritto proprio” che spetta al coniuge, nella misura del 60% dell’importo originario. Nel caso di presenza di un figlio minore l’importo sale all’80%, per arrivare al 100% nel caso di due o più figli. Se dovesse mancare anche l’altro genitore un primo figlio avrebbe diritto alla pensione nella misura del 60%, due figli all’80%, fino al 100% nel caso di tre o più figli. La pensione viene riconosciuta anche oltre la maggiore età nel caso di un percorso di studio universitario e con il limite dei 26 anni. Anche i figli totalmente inabili (a condizione che tale stato inabilitante sia precedente il decesso del genitore titolare di pensione) hanno diritto alla pensione nelle stesse percentuali e nella misura intera qualora resti l’unico ad averne diritto (decesso del genitore titolare della reversibilità e assenza di fratelli minori o maggiorenni impegnati nello studio) .

Riassumendo la pensione di reversibilità spetta:

• Coniuge superstite

• Coniuge separato

• Coniuge divorziato con mantenimento

• Figli minorenni

• Figli maggiorenni inabili a proficuo lavoro

• Figli maggiorenni studenti che seguono corsi di studio sino al compimento della durata minima legale del corso di studi seguito e, comunque, nel caso di studi universitari, non oltre il compimento del ventiseiesimo anno di età”.

(……in che misura?)

E’ sempre garantito un importo minimo che per il 2018 è pari ad € 899,38 per tredici mensilità per un totale lordo di € 11.692,00 (che si rivaluta ogni anno in base agli indici Istat). Nel caso di pensione di invalidità l’importo che viene erogato nella misura del 70% - attesa la facoltà riconosciuta al professionista di continuare ad esercitare, versando la contribuzione come tutti gli iscritti non ancora pensionati, per potere poi trasformare la sua pensione da invalidità a vecchiaia, piuttosto che in inabilità o anzianità - al momento del decesso l’importo di pensione in essere viene riportato al 100% e su questo si calcolano le percentuali per il coniuge e i figli. In caso di più beneficiari superstiti/separati/divorziati le quote saranno concordate tra le parti o, in difetto, stabilite dal giudice. Tale trattamento viene revocato nel caso in cui il coniuge superstite (o coniuge divorziato) contragga nuovo matrimonio.

(e …….la decorrenza?)

La pensione di reversibilità decorre dal primo giorno del mese successivo al decesso del pensionato; un ritardo nella presentazione della domanda darà diritto a degli arretrati. Nel caso in cui il professionista abbia presentato istanza di pensione e questi prima della definizione del procedimento muoia il coniuge superstite ha un diritto proprio al riconoscimento della pensione di reversibilità, dalla data del decesso, e un diritto, che eredita per gli arretrati di pensione.

Anche nel caso di morte, senza avere maturato il diritto alla pensione di vecchiaia o altro trattamento dal quale derivi una reversibilità, il sistema previdenziale forense garantisce una pensione indiretta che spetta ai superstiti dell’avvocato a condizione che la decorrenza della sua iscrizione alla Cassa sia precedente la data del quarantesimo anno di età e che tale iscrizione risulti da almeno 10 anni.

(……. iscrizione dopo 40 anni…cosa fare)

Anche nel caso di iscrizione alla Cassa dopo il quarantesimo anno di età è, comunque, possibile “acquistare” il requisito per poter fruire della pensione indiretta (oltre che per fruire di una eventuale pensione d invalidità o inabilità) mediante la richiesta del beneficio previsto dall’art. 4 del Regolamento di attuazione ex art. 21, commi 8 e 9, della legge 247/2012, con il pagamento di una “contribuzione speciale” pari al doppio dei contributi minimi soggettivo ed integrativo, nella misura prevista per l’anno di iscrizione alla Cassa, e per ogni anno a partire da quello di compimento del trentanovesimo anno di età fino a quello precedente la decorrenza dell’iscrizione.

Ad esempio l’avvocato Rossi, nato nel 1976, iscritto Albo nel 2018, per avere il riconoscimento di un futuro ed eventuale diritto alla pensione di (invalidità, inabilità o) indiretta, entro sei mesi dalla comunicazione di iscrizione alla Cassa a decorrere dal 2018 (a 42 anni) deve (termine a pena di decadenza) presentare una istanza il cui costo è pari per ogni anno ad (€ 2.815,00 + € 710,00 = € 3.525,00 x 2=) € 7.050,00. Gli anni della speciale contribuzione sono 3 , a partire dal trentanovesimo anno, ovvero dal 2015 fino all’anno precedente la decorrenza di iscrizione ovvero il 2017; il costo dell’operazione è di € 21.150,00 (€ 7.050,00 x 3). Il pagamento è poi previsto in unica soluzione entro sei mesi o in tre anni con interessi.

(……….a chi spetta e in che misura?)

Gli aventi diritto alla pensione indiretta sono gli stessi della pensione di reversibilità. Interessante notare che l’anzianità contributiva ai quali va commisurata la pensione vengono aumentati di dieci, sino a raggiungere il massimo complessivo di 38 anni nel 2018 (40 dal 1° gennaio 2021).

La pensione indiretta decorre dal primo giorno del mese successivo al decesso dell’iscritto e l’importo è erogato nella misura del 60% al coniuge, dell’80% al coniuge con un figlio e del 100% al coniuge con due o più figli. In mancanza del coniuge o alla morte dello stesso, la pensione indiretta in favore dei figli è liquidata nella misura del 60% ad un solo figlio, dell’80% a due figli e del 100% a tre o più figli.. E’ comunque sempre garantito il trattamento al minimo pensionistico.

(…………. e se non spetta?)

Ai superstiti dell’iscritto che non possono vantare il diritto alla pensione indiretta (per assenza dei requisiti ovvero iscrizione prima dei 40 anni per un periodo di almeno 10) viene liquidata a domanda, una somma pari ai contributi soggettivi versati con gli interessi a condizione che risultino almeno 5 anni di iscrizione.