DOMANDE FREQUENTI

SANZIONI

Buongiorno, ove un iscritto versi i contributi in scadenza obbligatoria al 31 dicembre il giorno successivo, ossia il 1° gennaio dell'anno seguente, i contributi diverranno fiscalmente deducibili nel nuovo anno? A quali sanzioni e/o interessi si espone tale versamento tardivo di 1 solo giorno?

Ai fini dell’IRPEF, vige il “principio di cassa”: in sede di compilazione della Dichiarazione Fiscale potranno essere esposti i soli contributi effettivamente pagati nel corso dell’anno precedente la presentazione della stessa, indipendentemente dall’anno cui gli stessi riferiscono. Relativamente ai contributi in autoliquidazione del modello 5 sono previsti da Regolamento (art. 69 Regolamento Unico della Previdenza) otto giorni di tolleranza per il pagamento, entro i quali non saranno applicate sanzioni ma eventualmente solo interessi se quantificabili.

Ho ricevuto un avviso di accertamento sanzioni per irregolarità contributive. Per beneficiare della riduzione delle sanzioni di 1/3 (ex art. 75 Regolamento Unico Previdenza Forense), deve essere versato un acconto del 20% delle somme dovute. Per "somme dovute" s'intende l'importo dovuto intero o l'importo dovuto ridotto?

Il versamento in acconto del 20% deve essere corrisposto ai fini dell’accesso alla rateazione con sanzioni ridotte. Pertanto tale acconto deve essere versato a fronte dell’importo dovuto ridotto. Si ricorda che per accedere al predetto piano di rateazione la relativa domanda e l’acconto debbono essere effettuati entro 60 giorni dalla ricezione dell’accertamento della Cassa e che il professionista non deve avere in corso analoga rateazione a sanzioni ridotte.

Per sapere se uno è in regola coi versamenti e per sanare eventuali irregolarità (eventualmente ancora non rilevate dalla Cassa) come si deve procedere?

Ogni iscritto può verificare la Sua posizione personale nell’estratto conto del proprio accesso riservato seguendo il percorso infoprevidenziali-datiprevidenziali-estrattocontributivo. In tale sezione troverà gli importi dovuti e quelli versati per ogni anno di iscrizione e potrà accedere al singolo anno posizionandosi nel simbolo della “lentina” di dettaglio. Per sanare eventuali irregolarità non ancora oggetto di accertamento da parte della Cassa è possibile avvalersi dell’istituto della regolarizzazione spontanea ex art. 76 del Regolamento Unico della Previdenza la cui domanda dovrà essere inoltrata telematicamente sempre dal proprio accesso riservato. Tale istituto consente di ridurre le sanzioni alla metà e di accedere ad un piano rate triennale (una rata l’anno) qualora il debito contributivo complessivo sia superiore ad euro 1.000. Per debiti superiori ad euro 10.000 si potrà accedere a rateazione quinquennale

Ho inviato Mod 5 nei termini ma probabilmente ho errato importi per colpa commercialista. Vorrei provvedere a nuovo invio ma mi verrà applicata sanzione per invio tardivo o altro?

La rettifica del mod. 5 inviata successivamente al 31/12 comporta l’applicazione di una sanzione per ritardato invio che viene determinata in base ai giorni di ritardo (art. 67 Regolamento Unico della Previdenza). Al fine di ridurre tale sanzione alla metà si consiglia di inoltrare domanda di regolarizzazione spontanea ai sensi dell’art. 76 del predetto regolamento.

Se un iscritto non ha potuto pagare i contributi minimi per difficoltà economiche per diversi anni ed intende mettersi in regola, può avere qualche agevolazione (prestito, riduzione del debito, ecc.)?

L'iscritto che sia incorso in inadempimenti dichiarativi e/o contributivi, per una o più annualità, può far ricorso all'istituto della regolarizzazione spontanea (art. 14 del Regolamento dei contributi), laddove non sia ancora intervenuto l'accertamento da parte della Cassa. L'istituto prevede il dimezzamento delle sanzioni ed il pagamento della contribuzione dovuta, con interessi, in unica soluzione o mediante rateizzo. Laddove, invece, sia già intervenuto il formale accertamento dell'inadempimento da parte della Cassa, trova applicazione l'istituto dell'accertamento con adesione (art. 13 del Regolamento dei contributi), che prevede la riduzione del 30% delle sanzioni, con pagamento della contribuzione dovuta, oltre interessi, entro il termine assegnato dalla Cassa, in unica soluzione o ratealmente.

Gli arretrati contributivi non versati possono essere rateizzati?

Gli arretrati contributivi, legati a mancati o ritardati versamenti di somme dovute, possono essere oggetto di domanda di regolarizzazione spontanea ex art. 76 del Regolamento Unico della Previdenza, con la possibilità di ridurre le sanzioni alla metà. Se l’importo complessivamente dovuto è superiore ad euro 1.000,00 potrà essere richiesta una rateazione fino a tre anni (una rata per ogni anno). Se l’importo complessivamente dovuto è superiore ad euro 10.000,00 la rateazione potrà essere richiesta fino a cinque anni.

Buongiorno, ove un iscritto versi i contributi in scadenza obbligatoria al 31 dicembre il giorno successivo, ossia il 1° gennaio dell'anno seguente, i contributi diverranno fiscalmente deducibili nel nuovo anno? A quali sanzioni e/o interessi si espone tale versamento tardivo di 1 solo giorno?

Ai fini dell’IRPEF, vige il “principio di cassa”: in sede di compilazione della Dichiarazione Fiscale potranno essere esposti i soli contributi effettivamente pagati nel corso dell’anno precedente la presentazione della stessa, indipendentemente dall’anno cui gli stessi riferiscono. Relativamente ai contributi in autoliquidazione del modello 5 sono previsti da Regolamento (art. 69 Regolamento Unico della Previdenza) otto giorni di tolleranza per il pagamento, entro i quali non saranno applicate sanzioni ma eventualmente solo interessi se quantificabili.