Il mio saluto, l’augurio di un futuro sereno e prospero

1/2021 GENNAIO-APRILE

Nunzio Luciano

Possiamo vivere nel mondo una vita meravigliosa se sappiamo lavorare e amare, lavorare per coloro che amiamo e amare ciò per cui lavoriamo. (Lev Tolstoj)

Spesso, guardando gli aerei volare, mi sono domandato se la manovra più difficile per un pilota sia il decollo o l’atterraggio.

L’11 gennaio 2014 sono stato eletto presidente di Cassa Forense.

Sono passati circa 7 anni dal giorno del “decollo”, quando mi sono ritrovato nella cabina di pilotaggio del nostro ente di previdenza. La vita ha spesso più fantasia degli uomini che la vivono ed io certamente, quando ho iniziato a fare l’avvocato, non pensavo che la mia passione per la professione mi avrebbe portato qui dove mi trovo oggi.

Adesso è giunto per me il momento dei saluti. La prima cosa che desidero fare è dire grazie. Grazie innanzitutto ai colleghi delegati di Cassa Forense, che otto anni fa mi hanno dato la loro fiducia, confermandola nel 2018 in occasione della mia rielezione.

Grazie a tutti i colleghi avvocati con i quali mi sono trovato a lavorare nelle aule di giustizia, nelle sedi degli ordini territoriali del Consiglio Nazionale Forense, delle associazioni e nelle mille e più occasioni di confronto che mi hanno aiutato a comprendere le necessità dell’Avvocatura italiana.

Grazie a tutti i colleghi di Adepp, l’associazione degli enti previdenziali dei liberi professionisti, insieme ai quali abbiamo lavorato alla creazione della grande famiglia che riunisce tutti gli uomini e le donne che svolgono le libere professioni. Grazie ai colleghi che lavorano in Cassa Forense, ai sindaci.

Grazie al direttore, ai dirigenti e a tutto il personale, che sono stati le mie “mani”, lo strumento operativo che ha reso possibile un lavoro di squadra. Ogni giorno di questi anni è stato pieno di significato, umano e professionale. Ho conosciuto moltissime persone delle quali ho incontrato gli sguardi, stretto le mani, ascoltato il racconto.

Spesso erano racconti di difficoltà e problemi. Dall’incontro con ognuna di queste persone è nato il desiderio di fare qualcosa per quelle difficoltà, quei problemi.

Se guardo al lavoro svolto in questi anni il mio primo pensiero va al nuovo Regolamento per l’erogazione dell’Assistenza, entrato in vigore il 1° gennaio 2016, che considero un traguardo storico per l’Avvocatura italiana. Il regolamento ha affiancato alle tradizionali misure assistenziali nuovi strumenti di welfare attivo, che hanno consentito a Cassa Forense di dare sostegno agli avvocati a 360° per le necessità della salute, della famiglia e della professione.

Sono sempre stato un convinto fautore dell’importanza di questo cambiamento dell’assistenza forense. Nel 2014 con i colleghi delegati pensavamo soprattutto a come aiutare le fasce più deboli dell’Avvocatura, alle prese con uno scenario economico di grande difficoltà. Nessuno di noi avrebbe potuto immaginare che pochi anni dopo, nel 2020, proprio il nuovo Regolamento dell’Assistenza ci avrebbe consentito di fronteggiare le tragiche conseguenze della pandemia da coronavirus.

Pur non avendo vissuto in prima persona la guerra, della quale ricordo il racconto dei nonni e dei genitori, sento una similitudine tra quei racconti e la disperazione che stiamo vivendo per le moltissime vite umane perse a causa del virus, per il dolore di quelle perdite, per lo shock sociale ed economico del lockdown.

Cassa Forense ha potuto fare la sua parte in questa guerra sanitaria ed economica grazie alle risorse patrimoniali che abbiamo cercato di amministrare con saggezza e prudenza, e ai nuovi strumenti di welfare attivo. Non vorrei e non potrei ripercorrere qui tutte le tappe del lungo cammino di questi anni in Cassa Forense.

Ci tengo a ricordare solo quelli che, a mio avviso testimoniano i grandi cambiamenti del nostro ente di previdenza, nato nel lontano 1952. Tra questi, l’iscrizione nel 2019 di Cassa Forense nell’elenco degli Asset Owners che aderiscono agli UN PRI, l’organizzazione delle Nazioni Unite a sostegno degli investimenti sostenibili.

Il nostro Ente di previdenza si è sempre ispirato a principi di oculata e prudente gestione del patrimonio. La consapevolezza della crescente importanza del nostro ruolo di investitori istituzionali ci ha portato a considerare gli investimenti finanziari non soltanto una fonte di mero rendimento economico ma a concepire la finanza nel rispetto dei valori fondanti della collettività e dell’ambiente e con l’impegno nell’economia reale, in particolare dell’Italia.

Chi mi conosce meglio sa che faccio spesso riferimento ad un concetto espresso da Luigi Einaudi:

“Prima conoscere, poi discutere, poi deliberare”.

Conoscere approfonditamente le problematiche che riguardano l’Avvocatura è stato un monito costante per me e 3 per i Colleghi che fanno parte degli Organi collegiali di Cassa Forense.

Conoscere per capire, mi sento di aggiungere. Mi sono reso conto che soltanto se l’avvocato conosce la “sua” previdenza, può usarla al meglio e divenire promotore di cambiamenti utili per tutti i colleghi. Ho imparato che i cambiamenti più importanti avvengono quando sono condivisi e penso che comunicare voglia dire prima di tutto condividere le conoscenze, perché sono convinto che sono le persone la risorsa più grande del futuro.

Sì, le persone, con le loro difficoltà quotidiane ma anche con le loro competenze, le aspirazioni e i sogni. Credere che ognuno di noi sia parte del cambiamento che vogliamo mi ha portato a dedicare grande spazio alla comunicazione con gli iscritti, per diffondere la cultura previdenziale tra gli avvocati e la partecipazione alla vita del nostro ente previdenziale.

Cassa Forense ha un nuovo sito che offre numerosi servizi telematici agli iscritti e contiene sezioni tematiche dedicate al welfare, alle convenzioni, ai fondi europei, alla formazione a distanza (FAD), alle notizie e alla rivista CFnewsit.it.

Per stare al passo con i tempi, oltre all’Information Center abbiamo voluto aprire al colloquio con gli iscritti anche i canali social: Facebook, WhatsApp, Linkendin e Telegram.

Cosa ancora più importante, tutto ciò che comunichiamo viaggia nella direzione della trasparenza. La trasparenza declinata verso gli avvocati serve a ingenerare fiducia, valore fondamentale nel rapporto dell’ente previdenziale con gli iscritti.

Declinata verso la collettività serve a farci diventare un Paese migliore. Per rendere la comunicazione di Cassa Forense trasparente e coinvolgere quanti più interlocutori possibile abbiamo adottato il Codice Etico e di Condotta, la nuova Carta dei Servizi e il Codice della Trasparenza. Senza dimenticare il Bilancio sociale, giunto quest’anno alla sua terza edizione: da alcuni definito “lo specchio magico”, il Bilancio sociale racconta l’attività dell’organizzazione Cassa Forense, muovendosi sul filo della congiunzione dei tre tempi dell’esperienza umana (passato, presente e futuro).

Rende conto delle attività dei risultati e dell’impiego delle risorse in un dato periodo di tempo, mediante una visione non solo economica e finanziaria ma “di sistema”, in modo da consentire agli iscritti ed ai diversi interlocutori di conoscere e formulare un proprio giudizio su come l’amministrazione interpreta e realizza il suo mandato.

Per essere, oltre che trasparenti, anche il più “chiari” possibile, abbiamo voluto il Regolamento Unico della Previdenza Forense: un vero e proprio testo unico della previdenza forense, nato per semplificare la conoscenza della normativa agli iscritti. Chiudo questa “carrellata” di ricordi con un cenno sull’importanza della sinergia che abbiamo realizzato in Adepp, l’Associazione degli Enti Previdenziali Privatizzati. Credo fortemente che le Casse, unendo le proprie forze e confrontandosi sulle migliori pratiche, possano ottimizzare e rendere più efficaci la loro azione a beneficio di tutti i liberi professionisti iscritti.

Ho il rammarico di non aver potuto aiutare tutti e per ciò che avremmo potuto fare di più, sempre alle prese con la difficile sfida di gestire al meglio le risorse dell’ente di previdenza degli avvocati, conservandone i valori di solidarietà che lo fondano e mantenendone l’equilibrio finanziario. Porterò sempre nella mente e nel mio cuore l’immenso significato di aver contribuito a costruire qualche cosa di importante, quale è oggi “Casa Forense”. Lo sforzo per il lavoro svolto è stato grande ma ancor di più lo è l’orgoglio di aver fatto parte di questo lungo e bellissimo viaggio insieme, convinto, dopo questa esperienza, sempre più, che chi non crede nei suoi sogni è destinato a non vivere. Grazie per la stima, la fiducia e la disponibilità che mi avete accordato.

Il mio augurio più sincero di buon lavoro al nuovo presidente, e a tutti voi.