Corte Appello Lecce, sezione distaccata di Taranto – 15.3.2022 n. 208, Pres. Rel. Morea.

1/2022 GENNAIO - APRILE

Avvocato – Previdenza Forense – Avvocato iscritto albo Avvocati ed albo Dottori commercialisti – Obbligo iscrizione Cassa Forense.

L’art. 21 della l.n. 247/2012 costituisce una norma speciale, ed essendo successiva all’art. 32 della l.n. 21/1986, ha avuto effetto abrogativo di detto articolo, con conseguente obbligo di iscrizione alla Cassa Forense dell’avvocato iscritto sia alla Cassa dei Dottori commercialisti che all’albo degli avvocati.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Al di là di questioni non strettamente aderenti al thema decidendum, la controversia investe il rapporto tra l’art. 32 legge 21/1986 (“L’iscritto alla Cassa, iscritto o che si iscriva anche in albi relativi ad altre professioni deve optare per una delle Casse di previdenza delle professioni nel cui albo è iscritto entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge o dalla nuova iscrizione...”) e l’art. 21 legge 247/2012 (“… L’iscrizione agli Albi comporta la contestuale iscrizione alla Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense.), in virtù del quale si è proceduto all’iscrizione d’ufficio della ricorrente nella Cassa Forense. Secondo la formulazione della prima norma, in capo all’iscritto alla cassa di previdenza dei commercialisti esisterebbe facoltà di opzione relativamente all’iscrizione ad altra cassa, facoltà che sarebbe pregiudicata dall’iscrizione obbligatoria alla Cassa Forense, in ossequio al disposto di cui alla seconda norma. Interpretando il quadro normativo, si addiviene però alla conclusione che la seconda norma ha carattere speciale, perchè strettamente correlata alle professioni legali, così da potere derogare ad altra disciplina speciale, e – soprattutto – è posteriore all’art. 32 legge 21/1986, con la conseguenza di avere (con riferimento allo specifico settore forense) determinato un effetto abrogativo della suindicata precedente norma. Esistono pertanto valide ragioni, correlate alla successione di leggi nel tempo, per confermare la gravata sentenza e quindi l’obbligo di iscrizione della ricorrente alla Cassa Forense. Le contraddizioni ed incertezze, comunque incombenti sulla disciplina del caso, costituiscono giusti motivi di compensazione delle spese processuali anche in questo grado.