Tribunale di Milano 30.3.2021 n. 281

1/2021 GENNAIO-APRILE

Tribunale di Milano 30.3.2021 n. 281, Giud. Tosoni, Rampino (Avv. Pecoraro) c. Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense (Avv. Segnana).

Avvocato – Previdenza – Contributi – Prescrizione – Nuova disciplina art. 66 l. n. 247/2021 – Decorrenza.

Avvocato – Previdenza – Contributi – Prescrizione – Omessa indicazione dei redditi nel Mod.5 – Emersione in sede di controlli incrociati con fisco – Decorrenza prescrizione – Esclusione.

La nuova disciplina di cui all’art. 66 della l.n. 247 del 2012 in materia di prescrizione dei contributi previdenziali dovuti alla Cassa Forense, si applica unicamente per il futuro nonché alle prescrizioni non ancora maturate secondo il regime precedente.

Il termine di prescrizione della contribuzione alla Cassa Forense decorre dall’invio del Mod. 5 alla Cassa. La dichiarazione reddituale (Mod. 5) inviata alla Cassa che non contenga redditi emersi in sede di controlli incrociati con il fisco, costituisce presupposto per la sospensione della prescrizione, atteso il comportamento intenzionale del debitore, assimilabile ad un occultamento che non consente l’esercizio del diritto da parte del creditore.

Fatto e diritto

(omissis)

Nemmeno la eccezione di prescrizione spiegata dal ricorrente può dirsi fondata.

In proposito, l’articolo 66 della Legge 247/2012 così prevede: La disciplina in materia di prescrizione dei contributi previdenziali di cui all’articolo 3 della legge 8 agosto 1995, n. 335, non si applica alle contribuzioni dovute alla Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense.

Sulla tematica relativa alla disciplina transitoria, la giurisprudenza di legittimità pienamente condivisa dal giudicante, con la sentenza n. 6729/13 (in questa sede da intendersi integralmente richiamata ex art. 118 disp. att. cpc) ha avuto modo di precisare che la nuova disciplina di cui all’art. 66 l. n. 247 del 2012 in materia di prescrizione dei contributi previdenziali dovuti alla cassa forense, si applica unicamente per il futuro nonché alle prescrizioni non ancora maturate secondo il regime precedente.

Ebbene, come visto, nel caso di specie i crediti per cui è causa sono relativi agli anni 2007 e 2008, crediti con riferimento ai quali il termine di prescrizione, all’entrata in vigore della Legge n. 247/2012 del 2.02.2013, non risultava ancora decorso.

Ciò poichè il termine di prescrizione non può che decorrere avendo riguardo al modello 5 da inviarsi a cura del ricorrente alla Cassa. Nel caso di specie, i dati reddituali relativi all’anno 2007 sono stati comunicati dal ricorrente – pur senza menzione dei redditi in questione – in data 25.09.08, mentre quelli relativi all’anno 2008 – parimenti senza riferimento ai redditi in contestazione – in data 29.9.09.

Ne consegue che al momento dell’entrata in vigore della nuova disciplina, pacificamente nessun termine di prescrizione poteva dirsi ancora decorso e nessuna prescrizione può quindi ritenersi maturata.

Nel caso si specie peraltro, il fatto che la dichiarazione reddituale (Modello 5) inviata a Cassa Forense non contenesse affatto indicazione dei redditi e del fatturato poi emerso in sede di controlli incrociati, ben costituirebbe presupposto per la sospensione della prescrizione stessa.

Ciò poiché, nel caso di specie, proprio il comportamento intenzionale del debitore, assimilabile ad un occultamento, determina il mancato esercizio del diritto da parte del creditore.

Quanto sin qui complessivamente argomentato giustifica il rigetto della opposizione.

Le spese di lite seguono la soccombenza e sono quindi poste a carico dell’opponente e liquidate come da dispositivo ex DM 55/2014.