I neo iscritti a Cassa Forense: diritti e obblighi

2/2021 MAGGIO-AGOSTO

Eleonora Facchetti

Iscrizione.

Come noto l’articolo 21 della Legge Professionale n. 247/2012 al comma 8 ha previsto che ‘l’iscrizione agli albi comporta la contestuale iscrizione alla Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza forense’: vale a dire che l’iscrizione alla Cassa consegue alla semplice iscrizione all’albo professionale. Di conseguenza all’art. 1 (Iscrizione obbligatoria alla Cassa) del Regolamento unico della Previdenza forense è stato sancito che ’l’iscrizione alla Cassa è obbligatoria per tutti gli Avvocati iscritti agli Albi professionali forensi, fermo restando il disposto di cui all’art. 4 della Legge n. 141/1992’.

In concreto, l’iscrizione viene deliberata d’ufficio dalla Giunta Esecutiva della Cassa, non appena sia pervenuta comunicazione, a cura dei Consigli dell’Ordine o del CNF, dell’iscrizione del professionista in un albo forense. Dell’avvenuta iscrizione alla Cassa deve essere data immediata comunicazione al professionista, rendendogli nota la intervenuta delibera e l’avvenuta sua iscrizione all’Ente previdenziale.

In buona sostanza, al momento della avvenuta iscrizione all’Albo, da parte del professionista non deve essere presentata alcuna domanda di iscrizione alla Cassa, la quale provvede ad iscriverlo in via automatica, sulla scorta dei flussi inoltrati dagli Ordini, e di un tanto gli viene data comunicazione mediante posta certificata o lettera racc. a.r.: tutti gli Avvocati quindi iscritti Agli albi professionali forensi sono iscritti d’ufficio alla Cassa a prescindere dal raggiungimento di qualsivoglia parametro reddituale. Si segnala che in attesa di ricevere la comunicazione formale di iscrizione alla Cassa è possibile chiedere l’indennità di maternità, la domanda dovrà essere inviata a pena di decadenza entro 180 giorni dal parto anche se non si è ancora ricevuta la comunicazione di iscrizione.

Istituti facoltativi.

L’iscrizione rimane invece facoltativa per tutti gli iscritti al registro dei praticanti avvocati (abilitati o meno al patrocinio) i quali potranno presentare la domanda in via telematica utilizzando la funzione istanze on line, presente nell’area riservata del sito istituzionale.

Per poter entrare nell’area riservata occorrerà però, prima di tutto, munirsi del codice meccanografico e del codice PIN. A tal fine, il praticante dovrà trasmettere on line l’autodichiarazione anagrafica cliccando sul banner in home page: servizi web – autodichiarazione anagrafica praticante per iscrizione Cassa che permetterà di entrare in possesso del codice meccanografico ed infine generare il codice PIN, seguendo l’apposita procedura. Dal momento in cui si iscrive alla Cassa, il praticante assume gli stessi obblighi dell’Avvocato, in particolare sarà tenuto all’invio del modello 5 (di cui infra) entro il 30 settembre di ogni anno.

La richiesta potrà riguardare alcuni o tutti gli anni di iscrizione nel registro dei praticanti (per un massimo di sei) a partire da quello del conseguimento del Diploma di Laurea ad eccezione di quelli in cui il praticante abbia per più di sei mesi svolto il tirocinio contestualmente ad attività di lavoro subordinato. A pena di decadenza dall’iscrizione per gli anni pregressi, l’interessato dovrà quindi procedere al pagamento di tutti i contributi dovuti per gli anni oggetto di iscrizione in unica soluzione entro sei mesi dalla comunicazione della Cassa o in via rateale in tre anni, con la maggiorazione degli interessi nella misura del 1,50% annuo.

1. Retrodatazione.

A norma dell’art 3 del Regolamento unico della Previdenza forense chi si iscrive per la prima volta alla Cassa può chiedere l’iscrizione retroattiva (‘Gli iscritti agli Albi, dal momento della loro iscrizione alla Cassa, possono, su base volontaria, beneficiare della retrodatazione dell’iscrizione alla Cassa’).

L’istituto della retrodatazione può essere definito una preziosa opportunità in considerazione dei vantaggi che ne derivano per il neo avvocato che intenda avvalersene: > innanzi tutto tale istituto consente di acquisire anni contributivi allo scopo di maturare i requisiti per la pensione; > inoltre va evidenziato che gli anni oggetto di retrodatazione sono considerati anni di iscrizione effettiva alla Cassa; > non solo, altro vantaggio si profila per i neo iscritti di età superiore ai 35 anni i quali, mediante la retrodatazione per una o più annualità, possono godere dei benefici contributivi riservati agli infratrentacinquenni di cui infra; > ed ancora, l’esercizio di detta facoltà consente di acquisire al bagaglio previdenziale gli anni di pratica con versamento di gran lunga meno gravoso rispetto a quanto dovuto in caso di domanda di riscatto, che può essere presentata in qualsiasi momento della vita professionale, il cui costo è pari all’onerosa riserva matematica.

Entro il termine perentorio di sei mesi dalla ricezione della comunicazione della delibera di avvenuta iscrizione alla Cassa, chi si iscrive per la prima volta alla Cassa ed abbia meno di 40 anni, può in via facoltativa presentare domanda on line, accedendo alla propria posizione personale, per beneficiare della retrodatazione per gli anni di iscrizione nel registro dei praticanti, per un massimo di cinque a decorrere da quello del conseguimento del Diploma di Laurea.

Sono esclusi gli anni di tirocinio professionale in cui sia stata svolta, per più di sei mesi, contestualmente un’attività di lavoro subordinato. Entro 6 mesi dalla comunicazione della Cassa, a pena di decadenza, l’interessato dovrà procedere al pagamento in unica soluzione di tutti i contributi dovuti, in alternativa, entro lo stesso termine di 6 mesi, può essere richiesto il pagamento in via rateale, in 3 anni, con la maggiorazione degli interessi nella misura dell’1,50% annuo. L’omesso o ritardato pagamento, anche parziale, dell’importo dovuto determina automaticamente la decadenza dalla retrodatazione.

2. Ultra quarantenni.

L’iscrizione alla Cassa con decorrenza successiva al compimento del 40° anno di età esclude il professionista dai trattamenti di pensione di inabilità, invalidità nonché, ai superstiti dell’iscritto aventi diritto a pensione, dal trattamento di pensione indiretta. Per poter accedere ai trattamenti da ultimo indicati l’ultraquarantenne può presentare apposita domanda on line, accedendo alla propria posizione personale, entro il termine perentorio di sei mesi dalla ricezione della comunicazione di avvenuta iscrizione.

A pena di decadenza da tale beneficio, l’iscritto, entro il termine di sei mesi dall’accoglimento della domanda, dovrà versare una speciale contribuzione pari al doppio dei contributi minimi, soggettivo e integrativo, dall’anno di decorrenza dell’iscrizione per ciascun anno a partire da quello del compimento del 39° anno di età fino a quello anteriore alla decorrenza di iscrizione, entrambi inclusi, oppure potrà presentare richiesta di rateazione in tre anni con la maggiorazione degli interessi nella misura dell’1,50% annuo.

Insomma il tutto onde ottenere che l’iscrizione si consideri avvenuta in data anteriore al 40º anno ciò ai soli fini delle pensioni di inabilità invalidità ed indiretta e per completare l’anzianità minima necessaria per acquisire il diritto alla pensione di vecchiaia.

L’iscrizione all’Albo degli Avvocati e la contestuale iscrizione alla Cassa implica i seguenti obblighi:

1) Contributivi: versamento del contributo soggettivo, integrativo e di maternità

2) Dichiarativi: invio del modello 5

1) Quali sono gli obblighi contributivi? Il Regolamento unico della Previdenza forense prevede che ogni iscritto alla Cassa è obbligato a versare un contributo soggettivo proporzionale al reddito professionale netto prodotto nell’anno, quale risulta dalla relativa dichiarazione ai fini IRPEF, inoltre il medesimo Regolamento statuisce che tutti gli Avvocati iscritti agli Albi nonché i Praticanti Avvocati iscritti alla Cassa devono versare un contributo integrativo e cioè applicare una maggiorazione percentuale su tutti i corrispettivi rientranti nel volume annuale d’affari ai fini dell’IVA.

La normativa di Cassa inoltre, parimenti alle disposizioni delle varie altre Casse di Previdenza dei liberi professionisti, prevede che il contributo soggettivo ed integrativo non siano inferiori ad un certo minimo svincolato dalla redditualità.

In sintesi, questi i contributi: soggettivo di base (calcolato sul reddito professionale netto prodotto nell’anno, risultante dalla dichiarazione ai fini IRPEF nella misura del 15% (dal 2021), sino al previsto tetto pensionistico, € 105.000,00 per il 2021 (rivalutato anno per anno in base agli indici ISTAT); per la parte eccedente il tetto, il contributo viene calcolato nella misura del 3%.

Integrativo (calcolato nella misura del 4% sui corrispettivi indicati nel volume d’affari ai fini IVA) e di maternità (viene determinato annualmente dal Consiglio di Amministrazione in relazione all’andamento della spesa per indennità di maternità e pari a € 81,52 per il 2021).

Si ribadisce che gli iscritti alla Cassa, a prescindere dal reddito professionale prodotto, sono comunque obbligati a versare i contributi minimi soggettivo, integrativo oltre al contributo di maternità.

Il Comitato dei Delegati con delibera n. 21 del 29/09/2017 ha disposto l’abolizione temporanea del contributo integrativo minimo per gli anni dal 2018 al 2022, fermo restando l’obbligo del versamento in autoliquidazione del detto contributo, nella misura del 4%, in relazione a quanto effettivamente fatturato.

Come si calcolano, quando e come si pagano? I contributi minimi vengono riscossi, a partire dal 2022, tramite F24 (consentendo anche la compensazione con i crediti vantati nei confronti dello Stato) o Pagopa in quattro rate (febbraio, aprile, giugno e settembre). Con la comunicazione formale della delibera di iscrizione il professionista neo iscritto riceverà indicazione dei contributi dovuti e le rispettive scadenze.

A regime, i bollettini da utilizzare alle scadenze previste, recanti l’esatto importo dovuto calcolato sulla base dell’effettivo status previdenziale, debbono essere generati e stampati direttamente da ciascun iscritto mediante l’apposita sezione del sito di Cassa.

In buona sostanza, dalla posizione personale del sito, dal febbraio di ogni anno si vanno a generare e stampare i bollettini relativi ai contributi minimi dell’anno in corso, da pagarsi in quattro rate secondo le scadenze indicate oppure in un’unica soluzione, è comunque d’obbligo avere saldato entro il 30 settembre. In tema di obblighi contributivi degne di nota sono le agevolazioni per i neo iscritti: per i giovani Avvocati e Praticanti, in ragione delle difficoltà di corrispondere, sin dall’anno d’iscrizione alla Cassa Forense, la contribuzione integrale, sono riconosciute particolari agevolazioni contributive.

Ai sensi degli artt. 24 (Contributi minimi dovuti e agevolazioni per i primi anni di iscrizione) 25 (Riscossione dei contributi minimi) e 26 (Ulteriori agevolazioni in riferimento ai redditi) del Regolamento unico della Previdenza forense, per gli Avvocati iscritti Albi/Cassa, qualora l’iscrizione decorra da data anteriore al compimento del trentacinquesimo anno di età, la misura del contributo soggettivo, per i primi sei anni di iscrizione alla Cassa è ridotto alla metà, fermo restando il riconoscimento dell’intero anno ai fini previdenziali.

Non solo, per i primi 8 anni di iscrizione alla Cassa, tutti gli Avvocati a prescindere dalla età anagrafica, percettori di redditi professionali inferiori a euro 10.300,00 hanno facoltà di versare la metà del contributo soggettivo minimo obbligatorio da loro dovuto, con riconoscimento di solo sei mesi di anzianità contributiva, ferma restando la possibilità di integrare il versamento entro l’ottavo anno su base volontaria, fino all’importo stabilito annualmente, per il riconoscimento degli ulteriori sei mesi di anzianità contributiva.

Con riferimento alle agevolazioni contributive per i praticanti avvocati, se l’iscrizione avviene prima del compimento del 35 anno di età è previsto il beneficio della riduzione del 50% del contributo soggettivo minimo per i primi sei anni d’iscrizione Cassa, ivi compresi quelli richiesti a titolo di iscrizione retroattiva, fermo restando il riconoscimento dell’intero anno ai fini previdenziali. Tale beneficio è concesso a prescindere dal reddito percepito.

Con riferimento al contributo integrativo minimo, non è dovuto per il periodo di praticantato e per i primi 5 anni di iscrizione all’Albo ed è ridotto alla metà per i successivi 4 anni se l’iscrizione è avvenuta prima dei 35 anni di età, fermo restando il versamento della contribuzione nella misura del 4% dell’effettivo volume d’affari dichiarato.

Sono inoltre dovuti il contributo di maternità ed il contributo soggettivo in autoliquidazione nella misura del 15% sul reddito professionale fino al tetto reddituale (€ 105.000,00 per il 2021), e nella misura del 3% sulla parte eccedente il suddetto tetto reddituale.

Per quanto riguarda il contributo integrativo, sia per gli avvocati che per i praticanti iscritti alla Cassa, per il quinquennio 2018/2022 non è dovuto il contributo minimo, fermo restando però il versamento della contribuzione nella misura del 4% dell’effettivo volume d’affari dichiarato.

2) Quali sono gli obblighi dichiarativi?

Tutti gli Avvocati ed i Praticanti iscritti alla Cassa sono tenuti ad inviare all’Ente, in via telematica, la comunicazione obbligatoria dei redditi il c.d. “modello 5” entro il 30 settembre di ogni anno per il tramite del sito www.cassaforense.it, accedendo alla posizione personale, indicando il reddito professionale Irpef netto ed il volume d’affari Iva denunciati con modello Unico relativo all’anno antecedente.

Il primo modello 5 deve essere inviato l’anno successivo a quello di iscrizione all’Albo (anche nel caso in cui non si abbia ancora ricevuto la comunicazione di avvenuta iscrizione) tale obbligo è previsto anche nel caso di iscrizione alla Cassa come Praticante.

Con la trasmissione alla Cassa del modello 5, a norma dell’art. 28 (Modalità di pagamento dei contributi in autoliquidazione) del Regolamento Unico della Previdenza Forense, gli iscritti alla Cassa vanno a determinare in autoliquidazione il contributo soggettivo ed il contributo integrativo effettivamente dovuti, ed in particolare:

• a titolo di contributo soggettivo il 15% del reddito professionale netto dichiarato ai fini IRPEF entro il tetto reddituale annualmente stabilito oggi pari a€ 105.000,00, detratto quanto già pagato a titolo di contributo soggettivo minimo;

• a titolo di contributo integrativo il 4% sul volume di affari IVA dichiarato, detratto quanto già versato a titolo di contributo integrativo minimo, se dovuto.

Una volta inseriti i dati negli spazi preposti relativi al reddito netto ai fini IRPEF ed il volume d’affari IVA, il calcolo del dovuto viene effettuato dal sistema automaticamente, con la previsione di due rate di pagamento, così come in via automatica vengono calcolate le agevolazioni.

Così quantificato il dovuto, entro il 31 luglio di ogni anno ciascun iscritto alla Cassa deve provvedere al pagamento di una rata di acconto pari al 50% delle somme dovute, da computarsi sulla determinazione definitiva del contributo soggettivo di base e contributo integrativo, e deve versare il saldo dell’ulteriore 50% entro il 31 dicembre.

Si rammenta che il ritardato o l’omesso invio del modello 5 è oggetto di sanzioni amministrative e disciplinari.

Questi in pillole i diritti e gli obblighi per i neo iscritti, di regola di più giovane età, i quali è indispensabile si interessino da subito e abbiano a sviluppare sempre più una cultura previdenziale volta a conoscere il tessuto e l’importanza di Cassa Forense che con innumerevoli istituti loro dedica particolare attenzione: si impone dunque per i neo iscritti di iniziare al più presto il percorso e di compiere, fin dall’inizio, scelte oculate che consentano di usufruire delle molteplici possibilità offerte.