Francesco Giorgino - Alto volume. Politica, comunicazione e marketing, Collana: I capitelli, Luiss University Press, 2018, 199 pagg.

1/2019 GENNAIO - APRILE

di Debora Felici

Assistiamo ad una fase di profonda trasformazione della politica in comunicazione e marketing. Francesco Giorgino, giornalista, conduttore del Tg1, docente universitario alla Luiss, alla Sapienza e a Bari, editorialista, con l’espressione “Alto volume” si riferisce proprio all’intonazione complessiva e alla “iper-comunicazione” che caratterizzano la società tardo moderna, che si muove ad una velocità impressionante.

Giorgino conduce il lettore in un viaggio attraverso passato e presente, analizzando le trasformazioni del mondo della politica italiana degli ultimi anni. Come dice Giovanni Orsina, autore della prefazione del libro, Giorgino ci offre “uno sforzo di storia del presente”: la narrazione analizza i recenti avvenimenti politici, la comunicazione di Di Maio e Salvini, le vicende del Pd alla ricerca di un leader, l’avvio della stagione populista e sovranista in un contesto che viene definito di “teatralizzazione della politica”. Muovendo dalle classificazioni di Kahneman, Bauman, Beck, l’autore esamina le contrapposizioni del tempo che stiamo vivendo, dominato dal paradigma della connessione continua, che non sempre però significa anche condivisione.

Il volume svolge un'analisi dettagliata e scientifica dei nuovi approcci comunicativi politici, spiegati attraverso i complessi meccanismi del neo-marketing, dell'analisi dell'immagine e delle strategie basate sui condizionamenti del sistema limbico, sull’uso del linguaggio extraverbale - il body language - sulla pubblicizzazione della sfera privata e quotidiana, per creare empatia con i cittadini. Compiendo un audace accostamento tra politica, comunicazione e marketing, Giorgino tratteggia gli aspetti positivi e negativi della “iper-comunicazione” che caratterizza la società politica moderna: tra gli aspetti positivi, la volontà dei protagonisti dell’era del sovranismo e del populismo di essere responsivness verso i propri elettori, nel senso di voler interpretare le necessità dei cittadini senza troppe mediazioni e di mostrarsi determinati a rispettare gli impegni politicamente presi. Tra gli aspetti negativi, l’enfatizzazione dei processi di mediatizzazione, l’eccesso di personalizzazione.

Il saggio ci offre una approfondita e avvincente chiave di lettura della realtà politica attuale mediante l’analisi storica, sociologica, semantica. L’autore, partendo dal significato della parola democrazia come potere “del” popolo, “dal” popolo, “per” il popolo, ci evidenzia il vincolo semantico tra la democrazia come opzione grazie alla quale esercitare il potere decisionale, e il popolo.

Da qui, come evidenzia Orsina, Giorgino procede con un approccio “entomologico” e senza animosità” nella connotazione dei populismi e dei sovranismi; i primi, nati spesso come reazione al deficit di democrazia, i secondi quali risposta programmatica al bisogno di populismo. Fenomeni che si spiegano in relazione a delle concause, quali la crescita delle disuguaglianze sociali, le migrazioni e la conseguente paura della minaccia alla propria identità, il primato degli interessi nazionali su quelli internazionali, anche a seguito dell’entrata in crisi del modello della globalizzazione.