Laura Torsello, Persona e lavoro nel sistema CEDU. Diritti fondamentali e tutela sociale nell’ordinamento multilivello, Cacucci, Bari, 2019

3/2019 SETTEMBRE - OTTOBRE

di Leonardo Carbone

Nella recente monografia di Laura Torsello su Persona e lavoro nel sistema CEDU. Diritti fondamentali e tutela sociale nell’ordinamento multilivello, edita da Cacucci, nella Collana Diritto e processo del lavoro, viene svolta un’ampia ricerca su un argomento poco indagato dalla dottrina italiana relativo ai principi della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e sulla loro possibile applicazione a questioni di diritto del lavoro e della sicurezza sociale, e come questi interagiscono con le fonti comunitarie e nazionali.

La constatazione di una diminuzione in termini quantitativi e qualitativi dei diritti dei lavoratori, in Italia ed in Europa, principalmente a seguito della “crisi economica” e della affermazione di ideologie neo-liberiste, diventa ragione di studio per una riflessione su quali pos- sono essere considerati i diritti “intangibili” della persona che lavora e quindi provare a tratteggiarne un nucleo non scalfibile dalle contingenze di mercato o politiche. In tale prospettiva, l’Autrice si chiede se il legislatore possa incontrare limiti invalicabili nel momento in cui interviene in senso peggiorativo sulla disciplina del rapporto di lavoro, dei diritti sindacali e di quelli previdenziali, proprio attraverso la rilettura in chiave sociale dei principi contenuti nella Convenzione EDU.

Con esposizione chiara e completa, il percorso argomentativo procede su un terreno ancora poco arato e caratterizzato da materiali normativi di incerta solidità, spaziando da un’accurata definizione di diritti umani, fondamentali e sociali, ad una ricostruzione in termini sia storici sia esegetici della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e dei suoi principi, specie quelli relativi al diritto del lavoro e della sicurezza sociale, unite all’attenzione per l’interazione di questi ultimi con le fonti comunitarie e nazionali.

Una dimensione importante del lavoro è costituita dall’esame del dialogo tra le Corti (Costituzionale, di Giustizia dell’Unione Europea e quella Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo) e dalla ricerca, nell’ambito delle decisioni, di un filo conduttore diretto al posizionamento europeo, in una prospettiva gerarchica, dei diritti della persona rispetto a quelli economici, cercando di superare gli ostacoli derivanti da fonti non sempre chiare e coerenti.

Tra gli spunti più originali proposti dall’Autrice si segnala l’idea di applicare anche alla Corte EDU la tesi della doppia pregiudizialità, già discussa con riguardo ai rapporti tra Corte costituzionale e Corte di giustizia, nonché la proposta secondo la quale le previsioni della Convenzione EDU vadano considerate come oggetto di rinvio da parte dell’art. 41, co. 2, della Costituzione italiana, di cui costituirebbero quindi concretizzazione. Oltre ad un dettagliato indice sommario il volume riporta una esaustiva bibliografia della materia trattata.