Marco Menicucci, Il motivo di ricorso per cassazione civile in particolare nelle cause di lavoro (habent sua sideralites), Giappichelli, Torino, 2021, pagg. XX-244

1/2021 GENNAIO-APRILE

A cura di Leonardo Carbone

È in libreria, per i tipi della Giappichelli editore, il volume recensito, che affronta una materia ad oggi poco esplorata.

Infatti, il libro tratta del processo civile – in particolare quello del lavoro – nel suo momento apicale: il giudizio di cassazione. Lo fa studiando il ricorso, ma coprendo tutto il giudizio, ricordando che il grado di legittimità comporta riflessi futuri su quelli di merito.

L’autore, avvocato che opera sul campo, esamina una giurisprudenza copiosissima e indica al lettore che spesso è difficile distinguere la pronuncia ripetitiva da quella innovativa.

La monografia è innanzitutto di giurisprudenza, fonte di fatto del diritto, che in questa materia, di fatto, talvolta è esclusiva, dando la legge i principi, ma non sempre norme precise. A volte è difficile trovare nella legge l’origine di affermazioni del diritto giurisprudenziale.

L’autore affronta in primis il problema delle fonti, valutando anche quelle di mero fatto, traendo importanti contributi sistematici per capire, esaminare, criticare un diritto soprattutto giurisprudenziale.

Ciò porta ad approfondimenti tecnici sul ricorso per cassazione civile e a proposte per la redazione dei motivi.

Il capitolo I analizza il motivo erroneamente ricondotto in uno dei casi previsti dall’art. 360 primo comma c.p.c. e la sua riqualificabilità d’ufficio.

Il capitolo II tratta del ricorso per errata interpretazione della domanda, illustrando gli indirizzi minoritari che consentono la censura e come la riforma del 2012 stia comportando importanti assestamenti sui nn. 3 e 4, in cui ad oggi va inquadrata la doglianza.

Nei capitoli centrali l’autore si sofferma sul delicato ed insidioso tema dei rapporti tra attività istruttoria e ricorso, evidenziando come l’attuale formulazione del n. 5 escluda l’impugnazione.

Il capitolo III riguarda l’istruttoria mai aperta per la genericità dei capitoli di prova; ed il caso opposto di una prova assunta nonostante la sua genericità.

Nel cap. IV s’indaga il problema dell’istruttoria non aperta per altre ragioni.

Nel cap. V l’ipotesi interessantissima (e frequente) dell’istruttoria svolta con meno testi di quelli richiesti, o non ponendo agli stessi le giuste domande. L’autore s’inoltra in sentieri ancora poco battuti, che consentono d’impugnare anche per ragioni che a prima vista sembrerebbero del tutto precluse, anche qui evidenziando gli assestamenti dei nn. 3 e 4 conseguenti alla riscrittura del n. 5.

Il cap. VI è dedicato a motivazione implicita e rigetto implicito, temi attualissimi perché causa di falcidia di molti ricorsi; l’Autore si sofferma con grande attenzione pure sulle difficoltà connesse al ricorso incidentale.

L’opera muove, in maniera stimolante e propositiva, dall’analisi degli indirizzi contrari alla deducibilità dei motivi trattati, per passare poi a quelli favorevoli, con un continuo rimando alle pronunce della Corte (in particolare della Sezione Lavoro) che fa immediatamente comprendere il problema pratico, teorico e di sistema, rivolgendosi così allo studioso ed all’operatore. Si troveranno indicazioni su come dedurre la doglianza e su come sfruttare i margini per l’impugnativa, rispettando i requisiti richiesti dagli orientamenti favorevoli; ed anche su come contrastare l’impugnazione.

L’Autore concorre al dibattito sul giudizio di cassazione non per confermare le difficoltà, ma per ipotizzare soluzioni, nella comune dialettica di giudici e difensori. Ad esempio indica nel VII cap. un modo concreto in cui la Cassazione potrebbe agevolare l’avvocato: se la Corte – sostiene l’autore – indicasse con chiarezza e semplicità il motivo “vincente” e la norma violata, farebbe opera utile anche a fini applicativi, facilitando la redazione di ricorsi chiari e sintetici.

Il volume – impreziosito dalla prefazione dell’ex Presidente della Sezione Lavoro G. Vidiri – si occupa del giudizio di cassazione ma vale per tutto il processo, offrendo momenti di riflessione critica e spunti per ulteriori elaborazioni.

È un volume che non può essere ignorato dagli avvocati… ma anche dai magistrati.