Remo Danovi, L’ultimo tamtam. La fine diviene un passaggio.Lomellibro, 2020

1/2021 GENNAIO-APRILE

A cura di Leonardo Carbone

Vi era un tempo non molto lontano in cui vivevamo normalmente, nella quotidianità dei rapporti, anche se le critiche non mancavano sulla nostra società imperfetta, sulle difficoltà nel lavoro, sulla crisi della politica e sugli affanni della giustizia, i temi a noi consueti. Oggi, invece, sembra che tutti questi vecchi problemi siano accantonati poiché siamo in piena emergenza, in un mondo nuovo, distanziati gli uni dagli altri, perfino mascherati.

Prima e dopo. In questa anormalità fa piacere leggere i commenti che Remo Danovi ha dedicato alla realtà del primo tempo, pubblicandoli nel corso di oltre un decennio su un giornale che ha cessato le pubblicazioni; e proprio per ricordare la fine di questo giornale, gli articoli pubblicati sono stati raccolti in un volume e rinnovano oggi i sentimenti espressi, cioè il bisogno di vivere in uno stato eticamente responsabile e portare avanti un messaggio simbolico per migliorare il paese. Lo scrive lo stesso Autore nell’introduzione, quando ricorda che, con la cessazione delle pubblicazioni, apparentemente viene a mancare un giornale, ma rimane aperto il dialogo tra tutti gli amici di sempre: “è proprio il dialogo che permette di conservare e trasmettere i valori comuni e dà significato al testimone, che non è più soltanto memoria ma anche mezzo per continuare il percorso”. In questo senso “la fine diviene un passaggio”.

Ecco, è proprio questa memoria che bisogna alimentare ed è utile a tal fine richiamare le riflessioni proposte nel libro sui tanti temi che prima o poi dovremo necessariamente ritrovare. Possiamo cominciare con “qualche idea” sulla giustizia (cap. 11), per ricordare che i tempi del processo sono intollerabili, oltre tremila giorni per i tre gradi del processo civile, e ancor più indefiniti sono i giorni del processo penale, tenuto anche conto del problema della prescrizione; i riti procedurali sono inaccettabilmente numerosi e complicati; le leggi sono imprecise e appesantite da migliaia di commi del tutto estranei tra di loro; le carceri sono sovraffollate oltre ogni limite di ragione e decenza (cap. 13). E poi la giustizia evoca il sacrificio di Giorgio Ambrosoli (capp. 3 e 63), il rifiuto delle leggi ingiuste (cap. 62), il dovere di rispettare i valori (cap. 40), il diritto di superare i disagi sociali (cap. 55) e molto altro che riporta agli obblighi verso il nostro paese e alla necessità di conservare il senso del giusto. Il modello proposto è quello virtuoso in cui tutti si ritrovano nel rispetto dei meriti e dei diritti di ciascuno (cap. 28).

Ancora i commenti del libro toccano la politica in generale, nelle disfunzioni correnti, tra grandi criminalità e piccole illegalità di ogni giorno, tra insufficienze della pubblica amministrazione e atti di corruzione che soffocano l’economia, i mali inguaribili del nostro paese (cap. 50) e più volte è sottolineata la fragilità della democrazia quando lo stesso sistema elettorale altera il rapporto diretto tra rappresentanti e rappresentati (capp. 12 e 26), per finire allo Stato che ruba la speranza (cap. 22). Vi sono anche alcune curiose riflessioni sul rapporto tra matematica e politica, tra la stabilità dei numeri e delle sequenze (celeberrima quella di Fibonacci) rispetto alla variabilità e incoerenza dei vari soggetti politici che mutano casacca, maggioranze e gruppi parlamentari, così come sono mutevoli e sempre in peggioramento i dati economici (cap. 43).

Larga parte è dedicata all’etica, il bene per antonomasia sempre mancante, e tuttavia necessario ingrediente in ogni rapporto. L’etica – secondo Danovi – è il diritto degli altri che meritano attenzione e protezione; è lealtà e correttezza, rispetto dei principi e dei valori, rifiuto delle illiceità e della menzogna (cap. 24), e deve essere presente in ogni contesto, nella politica e nel processo, nella vita di ogni giorno; i valori etici sono patrimonio di tutti e la loro violazione deve importare almeno la riprovazione della collettività (cap. 10). Anche nello sport è richiamata l’etica, in negativo quando il sotterfugio e l’inganno inquinano il risultato (capp. 21 e 33); in positivo quando sono rispettate le regole e vi sono “medaglie che valgono” nei tanti esempi che la vita presenta, e si vincono le Olimpiadi facendo scherma senza braccia o pedalando senza gambe (cap. 54).

Non mancano i riferimenti alla professione forense con riflessioni sui molti temi trattati: il rapporto tra informazione pubblicità (cap. 14), il Manifesto dell’avvocatura (cap. 47), il premio Nobel agli avvocati di Tunisi (cap. 48), l’intelligenza artificiale (cap. 57), il Consiglio dell’ordine che incontra l’Istituto dei ciechi per trarne insegnamenti di vita (cap. 59): grandi stimoli per continuare a impegnarsi nella tutela dei diritti di tutti.

E ancora il tema della natura (cap. 27) e la necessità di 93 rispettarne i valori e grande attenzione a tutto quanto esprime il fervore che rafforza la conoscenza e la cultura. Accattivante in questo senso è il richiamo ai cammini percorsi nel British Museum (cap. 30), un mezzo per raccogliere gli esempi del passato e accogliere le istanze delle nuove generazioni.

Accompagnano il volume alcune splendide fotografie di Marco Morandotti degli oggetti del Museo della civiltà contadina che è stato realizzato da Remo Danovi in Lomellina per ricordare le testimonianze del tempo e guardare con fiducia anche alle prospettive che incombono (cap. 2).

Insomma, il libro è un catalogo dei tanti problemi del nostro tempo passato, tutti collegati dal senso del dovere che ciascuno deve sentire per migliorare l’ordine delle cose, e tende a combattere le assuefazioni per esprimere in libertà i valori di sempre: il rispetto dell’altro, la preminenza del bene pubblico su quello privato, la giustizia e la solidarietà.

Non manca l’augurio finale, espresso inconsciamente nel testo: “essere insieme e trovare la forza e il modo per intravedere positivamente il nostro futuro” (cap. 56). Se questo riusciamo a fare, la fine dell’emergenza è vicina e si realizza il passaggio auspicato nel libro.